mercoledì 22 luglio 2015

Arriva il primo provvedimento ove si discute tra mediazione civile e negoziazione assistita

Il Tribunale di Verona è intervenuto, con la recente Ordinanza del 25 giugno 2015, nella discussione che sta caratterizzando gli ultimi mesi in materia di soluzione stragiudiziale delle controversie: quando sono coinvolti più e diversi diritti, i quali ricadono tra le materie oggetto di mediazione civile, o nella negoziazione assistita, a chi si deve rivolgere colui che intende far valere le proprie ragioni, anche attraverso un successivo giudizio in tribunale?

In altri termini: mediazione civile o negoziazione assistita?

Il Tribunale di Verona è stato chiamato a risolvere questo dubbio in una controversia ove sono coinvolti diversi diritti: il diritto reale di proprietà (ripristino di una area di parcheggio) che rientra nell'ambito del procedimento ex D. Lgs. n. 28/2010; il diritto di risarcimento dei danni non patrimoniali che rientra nell'ambito della negoziazione assistita ex D. L. n. 132/2014 (convertito con la legge n. 162/2014).

Il Giudice, dopo aver rilevato che la domanda relativa al danno non patrimoniale non era determinata nel quantum, ha valutato che tutta la materia di contenzioso debba essere soggetta a procedimento di mediazione civile, rinviando le parti davanti al mediatore.

Qui la sentenza.

giovedì 4 giugno 2015

Lite condominiale–mediazione civile sempre obbligatoria

Questa settimana vi proponiamo la recente ordinanza emessa dal Tribunale di Torino, il quale ha confermato l'orientamento giurisprudenziale formatosi in materia di controversie condominiali ed obbligo di mediazione civile.

Il Dott. Di Capua, Giudice Unico, ha ribadito che le liti in materia di condominio sono sottoposte a mediazione civile ex D. Lgs. n. 28/2010, anche nel caso di procedimento di accertamento sommario ex art. 702 c.p.c..

Di seguito il provvedimento del Tribunale di Torino.

venerdì 15 maggio 2015

Mediazione civile: il Consiglio di Stato blocca il TAR che aveva escluso i costi di mediazione fino al primo incontro

Costi di mediazione obbligatori quando si arriva al primo incontro? l'argomento ha riguardato molti organismi che prestano il servizio di mediazione civile in Italia, e che sono rimaste "freddate" dalla sentenza pronunciata dal TAR del Lazio, con la quale è stato disposto il divieto per le parti di dover pagare le spese di avvio della procedura all'esito negativo del primo incontro di mediazione (vedi).

Il Consiglio di Stato, con l'Ordinanza che potete leggere di seguito, ha di fatto congelato la decisione del TAR, affermando che le spese vive documentate sostenute dall'Organismo di mediazione, sono comunque dovute dalle parti, prima dell'avvio del procedimento di mediazione.

Condividiamo la pronuncia del Consiglio di Stato, il quale ha corretto l'erronea pronuncia del TAR, la quale è apparsa, ai nostri occhi, come un ennesimo tentativo di demolire il procedimento di mediazione civile e, in ultima istanza, la possibilità di soluzione stragiudiziale delle controversie civile.

lunedì 16 marzo 2015

Mediazione civile–i costi di mediazione dovuti solo all’esito del procedimento

La recente sentenza pronunciata dal Tar del Lazio pare aver definito la contestata questione relativa ai costi iniziali per l’avvio della procedura di mediazione obbligatoria ex D. Lgs. n. 28/2010.

Il tribunale amministrativo, con la sentenza che potete leggere di seguito, ha dichiarato la illegittimità dell’art. 16, comma 2 del decreto ministeriale n. 180/2010, nella parte in cui prevede che all’avvio della procedura di mediazione, ciascuna parte è tenuta a versare euro 40,00, o 80,00, per le spese di instaurazione del procedimento. Tale importo era destinato a coprire tutti i costi di segreteria ed amministrazione, e quindi appariva, ed appare tuttora a parere di chi scrive, un giusto rimborso dei costi iniziali sostenuti dall’organismo di mediazione.

A seguito della sentenza n. 1351 del 23 gennaio 2015, le parti non dovrebbero versare alcun importo per l’avvio del procedimento, in caso di mancato accordo all’esito del primo incontro.

Si ritiene che tale nuovo intervento giurisprudenziale potrebbe rappresentare un ulteriore colpo teso ad indebolire il procedimento di mediazione civile, tenuto conto che gli organismi di mediazione potrebbero essere costretti ad offrire gratuitamente servizio di mediazione civile.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, è stato altresì dichiarato illegittimo l’art. 4, comma 3, lett. b) del citato DM n. 180/2010, nella parte in cui obbligava gli avvocati a seguire i corsi di aggiornamento biennale, sicché tale vincolo permane solo per i mediatori non iscritti ad un ordine degli avvocati, mentre per quest’ultima categoria vi è iscrizione e permanenza di diritto nell’albo nazionale dei mediatori istituito presso il Ministero di Grazia e Giustizia.

Qui la sentenza.

domenica 15 febbraio 2015

Opposizione a decreto ingiuntivo improcedibile in assenza di mediazione

Una recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Firenze, Sezione III civile, ha interpretato in modo particolare, e forse discutibile, gli effetti connessi all'omesso avvio della procedura di mediazione delegata da parte del debitore che agisce in opposizione al decreto ingiuntivo notificatogli dal creditore.

Il giudice fiorentino, chiamato a decidere un procedimento di opposizione al decreto ingiuntivo concesso al creditore, ha ritenuto improcedibile l'azione proposta dal debitore opponente, stante l'omesso tentativo di mediazione civile ex D. Lgs. n. 28/2010.

Il Tribunale giustifica questa soluzione, ritenendo che la procedura di mediazione, incompatibile con il procedimento monitorio come previsto dal Legislatore, è requisito/presupposto di procedibilità dell'opposizione.

Nel caso di specie, l'interesse a proporre il tentativo di mediazione gravava sull'attore opponente, ossia colui che era interessato al proseguimento dell'azione di opposizione e, quindi, in assenza di procedimento ex D. Lgs. n. 28/2010, il procedimento viene considerato improcedibile da parte del Giudice adito. 

venerdì 8 agosto 2014

Da Trentino inBlu al blog “mediazione 2014”

In questo nostro penultimo incontro affrontiamo in maniera più approfondita dell’Istituto della mediazione. L’iter costitutivo di questo istituto è stato in realtà molto travagliato. È stato introdotto nel nostro ordinamento con la legge del 18 giugno 2009, n. 69, (c.d. legge delega) in materia di disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.

In questa legge all’art. 60 troviamo la delega conferita al governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali. Ai sensi di questa legge “il governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile commerciale”.

Tale delega ha trovato attuazione del D.Lvo. 4 marzo 2010 n. 28, che rispetto al suo impianto originario è stata più volte modifico (anche in seguito ad una sentenza della corte costituzionale esattamente la sentenza 272 del 6 dicembre 2012) da ultimo col D. Lvo 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013 n. 28.

Partiamo innanzitutto con il cominciare a capire meglio di cosa stiamo parlando esattamente.
Nell’articolo uno di questa legge sono previste una serie di definizioni tra le quali le più importanti sono:

Mediazione: l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale finalizzata ad assistere 2+ soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con la formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

Mediatore: la persona le persone fisiche che individualmente collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo.

Conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione.

L’organismo: l’ente pubblico privato presso il quale lo svolgersi procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto.

Registro: il registro degli organismi istituito con decreto del ministero della giustizia ai sensi dell’articolo 16 del presente decreto, nonché sino all'emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con decreto del ministero della giustizia del 23 luglio 2004 numero 222.

La rimanente disciplina applicabile al processo di mediazione sarà oggetto della trasmissione della prossima settimana in cui saranno presentati alcuni casi pratici risolti dalla nostra associazione.

Doveroso ricordare in questa sede, che la mediazione costituisce ai sensi dell’art. 5 dello stesso D. Lvo 4 marzo 2010, numero 28, una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Ciò implica che qualora in alcune materie non si è espletato il tentativo di conciliazione la persona che vuole fare tutelare i propri diritti non potrà agire in giudizio.

In questo caso si parla di mediazione obbligatoria, la quale si colloca vicino ad altre forme di mediazione previste sempre dal nostro codice, come la mediazione volontaria e la mediazione delegata.

In questo senso il legislatore ha inteso aggiungere altri strumenti per la risoluzione delle controversie fra privati che possono sostituirsi all’opera ordinaria dei tribunali (anche alla luce della difficilissima situazione dei nostri, tribunali).

In questi strumenti a la nostra associazione crede e si impegna a farli conoscere il più possibile affinché anche le piccole controversie possono risolversi velocemente in maniera decisamente meno costosa. Consumatore informato collabora con enti di mediazione presenti sul territorio nazionale, ed ha proprio al proprio interno numerosi mediatori specializzati.

L’informazione, come dice lo stesso nome della nostra associazione, è la base per le nostre scelte anche laddove dovessimo trovarci in una situazione di conflitto pertanto vi invitiamo rivolgersi a noi per avere tutte le informazioni necessarie.

lunedì 21 luglio 2014

Condominio ed obbligo di mediazione civile

Questa domenica vi offriamo in visione la recente Ordinanza pronunciata dal Tribunale di Firenze, ove il giudice ha dato applicazione alle nuove norme in materia di mediazione civile obbligatoria nelle controversie aventi ad oggetto liti condominiali.

Il tema è stato affrontato nel nostro ultimo incontro a Trentino inBlu radio, dove è stata chiarita l'importanza della presenza della parte all'incontro di mediazione, a pena di invalidità della procedura, così come accertato dal giudice fiorentino nella sentenza che potete leggere di seguito.

Il Tribunale di Firenze, dopo aver ripercorso i tratti fondamentali dell'istituto della mediazione civile e commerciale, affronta una delle problematiche fondamentali che caratterizzano l'istituto: il primo incontro di mediazione.

Il giudice fiorentino, in particolare, ha rilevato che la mediazione non può essere considerata come conclusa con il primo incontro, alla presenza degli avvocati, ma senza le parti, in quanto la presenza di questi ultimi è condizioni imprescindibile del procedimento introdotto con il d. lgs. n. 28/2010.

Nel caso di liti condominiali, in particolare, la procedura può essere considerata valida solo ove siano presenti i condomini coinvolti nella lite e l'amministratore, munito di valida delega a presenziare davanti al mediatore conferita dall'assemblea condominiale.

Il Tribunale di Firenze ricorda, in modo del tutto condivisibile, che il tentativo di mediazione viene esperito anche su proposta/ordine del giudice, il quale può in ogni fase del processo invitare le parti a risolvere la controversia con la presenza di un mediatore.

Di seguito, la sentenza del Tribunale di Firenze.